{"id":3110,"date":"2017-03-20T12:23:20","date_gmt":"2017-03-20T11:23:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macnil.it\/?post_type=rassegna-stampa&#038;p=3110"},"modified":"2024-04-05T10:51:21","modified_gmt":"2024-04-05T08:51:21","slug":"internet-of-things-linfrastruttura-del-mondo-che-verra-data-manager-online","status":"publish","type":"rassegna-stampa","link":"https:\/\/macnil.it\/en\/rassegna-stampa\/internet-of-things-linfrastruttura-del-mondo-che-verra-data-manager-online\/","title":{"rendered":"Internet of Things, l\u2019infrastruttura del mondo che verr\u00e0 &#8211; Data Manager Online"},"content":{"rendered":"<p>Su <strong>Data Manager Online<\/strong>\u00a0di marzo si parla di <strong>IoT<\/strong> e del mondo che verr\u00e0.<br \/>\nTra le voci pi\u00f9 autorevoli in questo settore, anche il ceo<strong> Nicola Lavenuta<\/strong> di Macnil GT Alarm &#8211; Gruppo Zucchetti \u00a0che nell&#8217;intervista spiega come la priorit\u00e0 oggi &#8220;\u00e8 la gestione efficace dei BigData&#8221;.<\/p>\n<h1>Internet of Things, l\u2019infrastruttura del mondo che verr\u00e0<\/h1>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"Internet of Things, l\u2019infrastruttura del mondo che verr\u00e0 - Data Manager Online\" src=\"http:\/\/www.datamanager.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/internet-of-everything-800x500_c.jpg\" alt=\"Internet of Things, l\u2019infrastruttura del mondo che verr\u00e0\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div><a title=\"Articoli scritti da: Camillo Lucariello\" href=\"http:\/\/www.datamanager.it\/author\/c-lucariello\/\" rel=\"author noopener\" target=\"_blank\">di Camillo Lucariello<\/a> , <a href=\"http:\/\/www.datamanager.it\/2017\/03\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a010 marzo 2017<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>Tra qualche anno, probabilmente non parleremo pi\u00f9 di IT ma di un unico grande comparto IoT che mette a sistema la potenza dei microprocessori e dei dispositivi di memoria, la potenza del cognitive computing e la potenza del networking. Oggetti intelligenti che dialogano tra loro, escludendo interventi umani o passaggi obbligati attraverso nodi di elaborazione. Questa \u00e8 l\u2019Internet delle cose ed \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0<\/em><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricercatori, analisti di mercato, universit\u00e0 e aziende sono concordi: nel 2017, ci saranno pi\u00f9 oggetti connessi che persone fisiche. Oltre otto miliardi, nel mondo. L\u2019argomento pu\u00f2 essere visto in modo apocalittico, evocando scenari da fine del mondo e avvento del regno delle macchine. In realt\u00e0, l\u2019Internet delle cose (IoT), offre numerosi vantaggi, rendendo la vita quotidiana sempre pi\u00f9 sicura. Gli esempi non mancano: semafori intelligenti in grado di decidere la frequenza di accensione e spegnimento delle luci in base al traffico e all\u2019ora del giorno; treni che decidono autonomamente se fermarsi o meno a certe stazioni con tempi di sosta basati sul numero di passeggeri; cartelloni pubblicitari elettronici che scelgono quale messaggio mostrare in base al numero e alle identit\u00e0 dei passanti. In ufficio, sistemi per la stampa multifunzione che si accorgono quando le cartucce stanno per finire e le ordinano autonomamente. Tutte applicazioni gi\u00e0 testate e implementate o in fase di implementazione, anche in Italia. Per IDC il mercato ICT tende a diventare IoT, tra qualche anno, probabilmente non parleremo neppure pi\u00f9 di IT, ma di un unico grande comparto IoT che metter\u00e0 a sistema la potenza dei microprocessori e dei dispositivi di memoria, l\u2019intelligenza artificiale e la forza del networking. IDC definisce l\u2019IoT come un\u2019aggregazione di endpoint \u2013 le \u201cthings\u201d \u2013 che sono univocamente identificabili e che comunicano via IP utilizzando una forma di connettivit\u00e0 automatizzata. Attorno e dietro a queste \u201cthings\u201d vi \u00e8 per\u00f2 un ecosistema IT e TLC che viene alimentato (e che IDC calcola nel suo valore complessivo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Infatti, secondo\u00a0<strong>Daniela Rao<\/strong>,\u00a0<strong>senior research &amp; consulting director di<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.idcitalia.com\/ita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>IDC Italia<\/strong><\/a>, considerando consumatori finali e aziende, il mercato italiano che genera l\u2019IoT a fine 2016 ha raggiunto il valore di 18 miliardi di dollari e nei prossimi 4 anni crescer\u00e0 con incrementi medi annui intorno al 19% sino a raggiungere i 37 miliardi di dollari nel 2020. La spesa mondiale legata all\u2019IoT sar\u00e0, secondo IDC, correlata in: sensori e moduli intelligenti (25% del totale) e connettivit\u00e0\/backhauling per gli utenti finali (18% oggi), in progressiva flessione; software per sicurezza, analytics, servizi IT e innovativi (oggi al 40%), che aumenteranno notevolmente; storage, server e altro hardware, che continueranno a generare il restante 15% del valore complessivo. Dal punto di vista applicativo, il mercato IoT \u00e8 caratterizzato da una grande frammentazione, standard tecnologici e normativi in corso d\u2019opera e grandi differenze per area geografica e settore. Si tratta per\u00f2 di una grande rivoluzione che coinvolger\u00e0 tutti: Internet ha aperto la strada a nuovi modelli economici basati sulla condivisione di conoscenze e risorse, dove lo scambio di informazioni online in tempo reale genera nuovo valore. Negli ultimi due anni, il paradigma Software Defined ha cominciato a essere applicato agli scambi economici e ai processi aziendali sempre pi\u00f9 governati dal software; i device si sono moltiplicati insieme a sensori, oggetti connessi e sistemi intelligenti. Nell\u2019industria, siamo all\u2019inizio della cosiddetta quarta rivoluzione industriale, che porter\u00e0 a una produzione automatizzata e interconnessa, dove sar\u00e0 fondamentale la capacit\u00e0 di utilizzare le informazioni per creare profitti, aprire nuovi mercati, far dialogare uomini e macchine, razionalizzare i costi e ridurre gli sprechi. In uno scenario del genere, \u00e8 evidente che le tecnologie dell\u2019informazione \u2013 e quelle dedicate all\u2019IoT, in particolare \u2013 diventano essenziali per competere. Per quanto riguarda le aziende italiane, queste hanno mostrato qualche perplessit\u00e0 sui tempi di adozione di queste tecnologie: tuttavia, diversi progetti concreti stanno prendendo piede. Dopo le auto connesse, la connessione di \u201csmall things\u201d per applicazioni massive a basso costo, con bassi consumi e basse capacit\u00e0 di comunicazione. Per esempio il metering (letture dei contatori), il tracking (puntamento e tracciamento), il monitoraggio e il controllo. Questo comporter\u00e0 che, nel corso del 2017, gli end-point dovrebbero lievitare nelle utility (reti elettriche e del gas), le grandi imprese distribuite (trasporti e logistica) e in alcune smart city (illuminazione stradale, smart parking, smart tracking).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Protagonisti del mercato<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo sondato il panorama italiano dell\u2019offerta IoT, per capire come si muovono i principali protagonisti in un contesto impegnativo quale l\u2019attuale, e la loro percezione del mercato. Quasi tutte le aziende evidenziano come l\u2019IoT costituisca un\u2019opportunit\u00e0 importante sia per chi produce dispositivi hardware sia per i vendor di software, service provider e integratori. Non solo. Come spiega\u00a0<strong>Sebastiano Di Filippo<\/strong>,\u00a0<strong>director business development<\/strong>\u00a0<strong>di<\/strong><a href=\"http:\/\/www.qualcomm.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Qualcomm<\/strong><\/a>, azienda attiva nelle tecnologie mobili, l\u2019Internet delle cose \u00e8 una grande opportunit\u00e0 per i vendor, \u00abma soprattutto per i consumatori\u00bb, che godranno di \u00abun ecosistema enorme, in cui luoghi e dispositivi (pi\u00f9 sicuri e intelligenti) sono connessi e interagiscono in modo organico e trasparente per migliorare la vita delle persone\u00bb. Si tratta di punti di vista condivisi dalla maggior parte degli analisti e delle aziende, con numeri non sempre congruenti ma comunque elevati. Secondo il Politecnico di Milano, per esempio, come mette in evidenza\u00a0<strong>Alberto Degradi, infrastructure architecture leader di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cisco.com\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cisco<\/a><\/strong>, la specifica componente IoT in Italia vale due miliardi di euro, con una crescita del 30% rispetto al 2015, ed \u00e8 caratterizzato da \u00abuna decisa crescita degli investimenti in tecnologie, con la formazione di un ecosistema che ne pu\u00f2 ampliare ulteriormente l\u2019adozione\u00bb. Un trend che va naturalmente aiutato attraverso la comunicazione e la proposta di soluzioni concrete da parte dei vendor. E comunque, la predisposizione delle aziende ad adottare tecnologie IoT \u00e8 evidente quando si rendono conto che possono utilizzarle per \u00abrendere pi\u00f9 efficiente l\u2019infrastruttura interna\u00bb, attraverso l\u2019integrazione con sistemi Erp, Bi e di automazione della produzione, come spiega\u00a0<strong>Paola Pomi<\/strong>,\u00a0<strong>direttore generale<\/strong>\u00a0<strong>di<\/strong>\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.sinfo-one.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sinfo One<\/a>,<\/strong>\u00a0per \u00abarricchire i propri prodotti con soluzioni tecnologiche che offrono innovazioni e nuovi servizi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Del resto, l\u2019IoT \u00e8 effettivamente un fenomeno ormai globale, che interessa tutti i settori di mercato e ogni ambito della vita di tutti i giorni, e \u00abdiverr\u00e0 pi\u00f9 pervasiva con dispositivi sempre pi\u00f9 intelligenti\u00bb, come sostiene\u00a0<strong>Davide Capozzi<\/strong>,\u00a0<strong>innovation manager\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>Wiit<\/strong>, parere condiviso anche da\u00a0<a href=\"https:\/\/macnil.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Macnil<\/strong>\u00a0<strong>Gruppo Zucchetti<\/strong><\/a>, il cui\u00a0<strong>CEO<\/strong>,\u00a0<strong>Nicola Lavenuta<\/strong>, spiega che gli ambiti in cui opera l\u2019IoT sono praticamente infiniti: \u00abDalle smart home, alle connected car, a progetti nell\u2019agricoltura e di telemedicina\u00bb e aggiunge che \u00absecondo McKinsey nel 2015 gli oggetti connessi alla Rete erano pi\u00f9 di cinque miliardi e saranno 28 miliardi entro il 2025\u00bb. Un dato in accordo con quanto sostenuto dal\u00a0<em>Mobility Report\u00a0<\/em>di\u00a0Ericsson, secondo cui nel 2022 ci saranno oltre 29 miliardi di dispositivi connessi a livello globale (contro i 16 miliardi di oggi), dei quali 18 miliardi di tipo IoT. Ad affermarlo \u00e8\u00a0<strong>Marco Tucci<\/strong>,\u00a0<strong>head of IoT practice della Regione Mediterranea<\/strong>, che aggiunge che gi\u00e0 oggi \u00e8 in atto una trasformazione profonda, attraverso applicazioni dell\u2019IoT quali la connected car. L\u2019evoluzione prossima ventura sar\u00e0 per\u00f2 concentrata sullo sviluppo delle smart city. Tutte queste trasformazioni del mercato devono tenere conto di un aspetto fondamentale, soprattutto laddove i processi diventano completamente automatizzati: la sicurezza. Ed \u00e8 proprio questo il punto su cui si sofferma\u00a0<strong>Morten Lehn<\/strong>,\u00a0<strong>general manager Italy di<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.kaspersky.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kaspersky Lab<\/strong><\/a>, evidenziando come l\u2019IoT offra benefici agli utenti finali e importanti vantaggi alle aziende, \u00absia per quanto riguarda la produzione sia per la gestione e la manutenzione dei prodotti venduti\u00bb. Ma la crescita del numero di attacchi alle infrastrutture IT delle aziende deve convincere tutti a prestare molta attenzione alla security nella definizione dei progetti IoT.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Tre criteri per avere successo<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lanciare oggi un progetto nell\u2019ambito Internet of Things non \u00e8 banale: per garantirsi il successo, occorre seguire alcune direttive precise, che prevedono un\u2019attenta valutazione e preparazione dell\u2019infrastruttura, curando aspetti come la\u00a0<strong>flessibilit\u00e0<\/strong>, per non bloccarsi di fronte a problemi di integrazione o semplice connessione; la\u00a0<strong>scalabilit\u00e0<\/strong>, per garantirsi una crescita senza problemi quando si renda necessario e la\u00a0<strong>security<\/strong>, per evitare la sottrazione di dati sensibili o, peggio, il controllo malevolo delle reti aziendali. Lo spiega\u00a0<strong>Degradi<\/strong>\u00a0di Cisco, sostenendo che il processo verso l\u2019IoT \u00e8 \u00abuna convergenza di software, hardware, e architetture\u00bb. Per realizzare un progetto di successo, occorre decidere preventivamente come connettere tutti i dati e come renderli sicuri. Il primo passo \u00e8 \u00abuna gestione pi\u00f9 aperta delle reti, per poi prevederne la convergenza. La rete deve consentire una preventiva segmentazione, che \u00e8 anche il presupposto per la corretta applicazione delle tecnologie di protezione dell\u2019informazione\u00bb. In altri termini, mappare le reti che si intende utilizzare in ambito IoT e gestirle nel modo pi\u00f9 semplice e immediato possibile, con tecnologie che rendano possibile un\u2019integrazione rapida e semplice di tutte le componenti. Non solo. Sempre dal punto di vista dell\u2019approccio, occorre garantire uno sviluppo e un\u2019implementazione veloci ed economici, poich\u00e9 \u00abl\u2019IoT apre molte opportunit\u00e0 ma impone anche ai produttori grandi sfide tecnologiche, tra cui connettivit\u00e0 diversificata e capace di evolvere rapidamente, potenza computazionale, prezzo competitivo, crescita della domanda di dati, necessit\u00e0 di interoperabilit\u00e0, sicurezza e privacy\u00bb. A sostenerlo \u00e8 ancora\u00a0<strong>Sebastiano Di Filippo<\/strong>\u00a0di Qualcomm, mentre\u00a0<strong>Paola<\/strong>\u00a0<strong>Pomi<\/strong>\u00a0di Sinfo One sottolinea l\u2019importanza che assumono le tecnologie di integrazione in ambito IoT, soprattutto nel rapporto con le applicazioni classiche gestionali e di business intelligence. \u00abI vantaggi dell\u2019integrazione sono molteplici. Sul fronte Erp si va dalla riduzione dei tempi di controllo di esecuzione delle attivit\u00e0 e dei rischi di fermo per anomalie sulla supply chain, alla massima disponibilit\u00e0 delle infrastrutture, all\u2019allineamento delle politiche aziendali con le logiche operative di stabilimento e cos\u00ec via. Sul fronte BI, le soluzioni gestiscono temi di Big Data per favorire l\u2019estrapolazione delle informazioni dalle grandi quantit\u00e0 di dati\u00bb. Ma non basta. Per essere certi del successo di un progetto IoT, occorre garantire due aspetti fondamentali: \u00abAlta disponibilit\u00e0 e sicurezza\u00bb \u2013 come sostiene\u00a0<strong>Capozzi<\/strong>\u00a0di Wiit.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Infatti, \u00abpunti critici per il successo o per terribili fallimenti saranno l\u2019availability e la security dell\u2019intero sistema\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 chi vede l\u2019IoT come un\u2019opportunit\u00e0 per ripensare modelli di business e processi aziendali, legando l\u2019evoluzione verso l\u2019IoT a un modello a step, con un percorso graduale e di partnership. \u00c8\u00a0<strong>Tucci<\/strong>\u00a0di Ericsson, che spiega come questa visione strategica dell\u2019IoT abbia consentito alla sua azienda la realizzazione di alcuni progetti importanti, come la soluzione IoT per il bike sharing, realizzata insieme a China Mobile Shanghai e Mobike, che permette alle biciclette di essere localizzate con maggiore accuratezza, estendendo il servizio ad aree normalmente non comprese nella copertura tradizionale, come per esempio i parcheggi sotterranei. Non solo. \u00abL\u2019IoT rappresenta un nuovo modo di pensare ed eseguire progetti IT. Stiamo osservando una separazione logica tra la gestione di sensori e dispositivi e l\u2019orchestrazione dei dati da essi generati\u00bb \u2013 afferma Tucci. \u00abIl dato e la sua monetizzazione diventano centrali, abilitando multi-sided business model e correlazioni multi-industry. Le aziende di successo saranno quelle che riusciranno a porsi al centro di questi nuovi modelli di business\u00bb. In tutti i casi, il tema della security \u00e8 centrale. Lo sottolinea ancora una volta\u00a0<strong>Lehn<\/strong>\u00a0di Kaspersky Lab, evidenziando come spesso i produttori di device non inseriscano la sicurezza tra le priorit\u00e0 principali. \u00ab\u00c8 fondamentale che i produttori di oggetti considerino fin dal momento della progettazione il fattore sicurezza e collaborino con gli esperti di aziende come Kaspersky Lab per realizzare prodotti sicuri. Purtroppo, questo in molti casi non accade perch\u00e9 la sicurezza viene considerata un costo aggiuntivo\u00bb. Il mercato dell\u2019IoT \u00e8 ancora nelle fasi iniziali del suo sviluppo e la capacit\u00e0 di gestire enormi moli di dati sar\u00e0 cruciale. Secondo\u00a0<strong>Lavenuta<\/strong>\u00a0di Macnil Gruppo Zucchetti, la differenza (e quindi il successo) sar\u00e0 determinata \u00abdalla capacit\u00e0 di elaborare le informazioni, dandone un significato utile a rendere gli oggetti intelligenti, per migliorare la qualit\u00e0 della vita\u00bb.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Offerta ed evoluzioni<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per chi, come Sinfo One opera nel settore dell\u2019integrazione e dei servizi, \u00e8 essenziale presentarsi ai clienti come un interlocutore completo, in grado di risolvere in modo rapido ed efficace le loro esigenze. \u00abIl ruolo del system integrator \u2013 commenta\u00a0<strong>Paola Pomi<\/strong>\u00a0\u2013 \u00e8 fondamentale nel favorire l\u2019integrazione delle tecnologie IoT e renderle un vantaggio concreto per le aziende. Sinfo One mette a disposizione dei clienti un orchestratore IoT capace di mappare i device, gestire la sicurezza di comunicazione, tradurre i messaggi del device nelle logiche dell\u2019ERP. Sul fronte BI, abbiamo realizzato uno strato di dashboard adaptive, con il quale stiamo attivando diversi progetti di rappresentazione di fenomeni integrati, alla ricerca di correlazioni\u00bb. Analogamente,\u00a0<strong>Capozzi<\/strong>\u00a0di Wiit spiega che l\u2019offerta di Wiit sfrutta il \u00abFramework Hybrid Cloud a \u201ctre pilastri\u201d in cui il private cloud del cliente, l\u2019hosted private cloud su datacenter Tier IV e i maggiori player di public cloud coesistono in un unico ecosistema gestito da Wiit\u00bb. In particolare, Capozzi sottolinea che player come SAP, con soluzioni IoT dedicate, \u00abtrovano nel modello Wiit la possiblit\u00e0 di trarre i vantaggi da ciascun pillar (geolocation, certificazione e affidabilit\u00e0 dei processi) nonch\u00e9 il fatto di essere per SAP il partner \u00abcon pi\u00f9 certificazioni al mondo per la gestione di applicazioni critiche\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni vendor sono poi focalizzati sulla fornitura di piattaforme e tecnologie per coadiuvare i clienti nella realizzazione di implementazioni IoT \u00abpi\u00f9 veloci e convenienti\u00bb. \u00c8 il caso di Qualcomm che, con\u00a0<strong>Di Filippo<\/strong>, spiega di poterlo fare \u00abgrazie a piattaforme ottimizzate per ambiti come smart body, smart home e smart city, inclusa l\u2019area Industrial IoT\u00bb. L\u2019azienda infatti offre oltre 25 reference platform in grado di aiutare i clienti a sviluppare una vasta gamma di prodotti IoT per molteplici applicazioni come realt\u00e0 virtuale, wearable, connected camera, droni, audio e\u00a0<em>smart home<\/em>. \u00abL\u2019obiettivo \u2013 continua Di Filippo \u2013 \u00e8 aiutare i clienti a risolvere queste sfide, fornendo tutte le tecnologie chiave in termini di connettivit\u00e0 ed elaborazione in piattaforme general-purpose che le aziende possono utilizzare per sviluppare i loro prodotti IoT\u00bb. Diverso ovviamente il punto di vista di Cisco la cui strategia \u00e8 legata al networking. \u00abLa nostra strategia in ambito IoT \u2013 spiega\u00a0<strong>Alberto Degradi<\/strong>\u00a0\u2013 ruota attorno a una serie di prodotti che sono la declinazione in ambito industriale di ci\u00f2 che facciamo da sempre, switch industrial ethernet, router, data center e sicurezza; soluzioni legate a sensori e terminali che indirizziamo direttamente o tramite partner; un livello applicativo di management di gestione. E abbiamo esteso tutto ci\u00f2 anche in un\u2019ottica cloud \u2013 \u201cpowered e operated by Cisco\u201d \u2013 a seguito dell\u2019acquisizione di Jasper, azienda che nasce e opera in un ambito legato alle reti\u00a0<em>mobile,<\/em>gestendo le Sim che vanno sugli oggetti, e in futuro per qualunque tipo di connessione. Con l\u2019obiettivo di offrire ai propri clienti una piattaforma cloud che consente di collegare qualunque cosa, al di l\u00e0 delle tipologie di connettivit\u00e0 (ethernet, gateway dedicato, router software, router hardware, sim, soluzioni di terze parti). E dalla piattaforma cloud si potr\u00e0 gestire tutto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Dal canto suo, Ericsson si pone come partner di business e tecnologico per la realizzazione \u201cchiavi in mano\u201d di progetti IoT, facendo leva sulla piattaforma (as a Service) IoT Accelerator, che combina tre elementi, come ci spiega\u00a0<strong>Marco<\/strong>\u00a0<strong>Tucci<\/strong>: \u00abPiattaforme orizzontali per l\u2019IoT. Servizi professionali. E un marketplace dove aziende operanti in diversi settori potranno operare con i partner dell\u2019ecosistema\u00bb. La piattaforma utilizza l\u2019Ericsson Cloud System per supportare l\u2019implementazione di cloud ibridi e soddisfare i requisiti in termini di sovranit\u00e0 dei dati e sicurezza. \u00abRecentemente, Ericsson \u2013 continua Tucci \u2013 ha annunciato l\u2019apertura, a Roma, del suo primo Business Lab dedicato all\u2019IoT, nel quale l\u2019IoT Accelerator \u00e8 a disposizione di partner e clienti per prototipazioni, verifiche, e creazione di ecosistemi. Tra i temi centrali nello sviluppo futuro dell\u2019IoT, c\u2019\u00e8 quello delle reti 5G, fondamentale per velocit\u00e0 di connessione, bassa latenza e capacit\u00e0 di interconnettere gli oggetti per applicazioni mission critical\u00bb.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, la tendenza verso una strategia di business\u00a0<em>mobile-first<\/em>\u00a0da parte delle aziende clienti e del mondo retail ha ampliato le prospettive di crescita del nostro mercato, come mette in evidenza\u00a0<strong>Lavenuta\u00a0<\/strong>di Macnil Gruppo Zucchetti. \u00abMacnil \u00e8 nata 15 anni fa per offrire servizi in ambito di sistemi di gestione di messaggistica,\u00a0<em>mobile office<\/em>, localizzazione e telecontrollo. Oggi, \u00e8 specializzata nella progettazione di soluzioni pensate per le connected car, e integrate per il mercato M2M, come la nuova \u201cscatola nera\u201d con marchio GT Alarm per privati e aziende, app intelligenti per la smart mobility come InfoSmartCity, progetti legati alla telemedicina e piattaforme integrate e multicanale per il digital mobile marketing. Anche per noi \u2013 conclude Lavenuta \u2013 la priorit\u00e0 \u00e8 la gestione efficace dei Big Data\u00bb. Gestione efficace, che \u00abnon pu\u00f2 prescindere dai pericoli legati all\u2019universo degli oggetti connessi\u00bb \u2013 mette in guardia\u00a0<strong>Lehn<\/strong>\u00a0di Kaspersky Lab \u2013 come gli attacchi DDoS lanciati attraverso comuni dispositivi IoT nel recente caso della botnet Mirai, ma anche contro le fabbriche, come un\u2019acciaieria in Germania. Recentemente, l\u2019azienda ha lanciato KasperskyOS, \u00abun sistema operativo specializzato per i sistemi embedded, che introduce un ambiente secure-by-design per sistemi integrati e dispositivi IoT\u00bb. Per la protezione delle infrastrutture critiche e degli impianti industriali, \u00abla soluzione Kaspersky Industrial CyberSecurity \u00e8 in grado di rilevare e bloccare le minacce\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/business.facebook.com\/ZucchettiSoftware\/?business_id=406315643042849\" data-hovercard=\"\/ajax\/hovercard\/page.php?id=193137100756253\" data-hovercard-prefer-more-content-show=\"1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":12194,"template":"","class_list":["post-3110","rassegna-stampa","type-rassegna-stampa","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/3110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa"}],"about":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rassegna-stampa"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/3110\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}