{"id":2496,"date":"2016-03-03T09:25:21","date_gmt":"2016-03-03T08:25:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macnil.it\/?post_type=rassegna-stampa&#038;p=2496"},"modified":"2024-03-26T13:13:35","modified_gmt":"2024-03-26T12:13:35","slug":"internet-of-things-migliorera-la-nostra-vita-ma-serve-un-protocollo-standard","status":"publish","type":"rassegna-stampa","link":"https:\/\/macnil.it\/en\/rassegna-stampa\/internet-of-things-migliorera-la-nostra-vita-ma-serve-un-protocollo-standard\/","title":{"rendered":"Internet of Things, migliorer\u00e0 la nostra vita ma serve un protocollo standard"},"content":{"rendered":"<div>\n<h2>La presenza della IoT nella vita quotidiana aumenter\u00e0, la sicurezza domestica \u00e8 gi\u00e0 un tema caldo. Ma mancano codici comuni. Nicola Lavenuta, fondatore e Ceo di Macnil &#8211; Zucchetti, propone la costituzione di un\u2019organizzazione per la definizione di un linguaggio di comunicazione unico<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/macnil.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/iot-160225124212_big.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" title=\"Internet of Things, migliorer\u00e0 la nostra vita ma serve un protocollo standard\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2497\" alt=\"iot - internet of things\" src=\"https:\/\/macnil.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/iot-160225124212_big.jpg\" width=\"768\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/macnil.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/iot-160225124212_big.jpg 768w, https:\/\/macnil.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/iot-160225124212_big-300x173.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><br \/>\nLa internet of things \u00e8 un ambito che non \u00e8 nato oggi. Una volta si chiamava tele-controllo, \u00e8 una tecnologia che si \u00e8 sviluppata negli anni ed \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 sosfistica. Ma sopratutto, ci\u00f2 che si \u00e8 scoperto oggi \u00e8 che gli oggetti connessi, che producono grandi quantit\u00e0 di informazioni (a volte anche molto piccole, ma a taluni scopi importantissime), possono migliorare la vita delle persone.<br \/>\n<strong>Questo \u00e8 lo scopo massimo della Internet of things<\/strong>. Un esempio di questa visione della IoT \u00e8 fornita anche in Horizon 2020, il noto bando della Commissione europea a sostegno dell\u2019innovazione, che ruota tutto intorno al concetto di tecnologie che hanno un positivo impatto sulla societ\u00e0 e gli individui.<\/p>\n<p>L\u2019internet of things \u00e8 anche un grande cappello sotto il quale possiamo identificare diversi tipi di tecnologie, con impatto differente sulla persone.<\/p>\n<p>Possiamo, intanto, riconoscere\u00a0una <strong>prima categoria delle cose ferme<\/strong>, che non si muovono (ad esempio, gli oggetti connessi della smart home): questi oggetti possono trasferire informazioni che oggi chiamiamo\u00a0<strong>big data<\/strong>\u00a0e che permettono di fare delle analisi. Gli oggetti che rientrano in questa categoria (che un tempo ricadevano nella domotica) sono la caldaia, gli elettrodomestici, l\u2019impianto di allarme, la tv, per arrivare anche a oggetti banali come la macchinetta del caffe. La domanda dell\u2019uomo comune potrebbe essere: questi oggetti comunicano, ma che cos\u2019hanno da dire? Sono tantissime le informazioni che possono fornire e che possono essere utili all&#8217;utente, al produttore dell&#8217;oggetto, a sistemi di gestione e di monitoraggio.<br \/>\nPropongo un primo un esempio un p\u00f2 estremo, quello della macchinetta del caff\u00e8: che potrebbe avere da dire se stiamo usando o meno le cialde originali. Oggi esistono molte societ\u00e0 che danno le macchinette in comodato d\u2019uso gratuito a privati e aziende a patto che vengano acquistate le cialde dello stesso brand.\u00a0 Il business si fa sulla vendita delle cialde, e non della macchinetta. Succede per\u00f2, che esistono sul mercato moltissime cialde compatibili, spesso preferite per ragioni di costo, e ci\u00f2 rappresenta un grande danno per le aziende del caff\u00e8. Nel mondo della internet of things \u00e8 sufficiente inserire un piccolo tag sulla cialda per connetterla e renderla capace di identificarsi come originale ed essere accettata dalla macchinetta.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro ambito di applicazione della IoT, molto importante e che sta venendo alla ribalta, interessando la vita di ognuno di noi e non meno il settore assicurativo. Si tratta della sicurezza domestica. L\u2019aumento vertiginoso delle intrusioni nelle case ha fatto crescere l\u2019allarme e di conseguenza l\u2019utilizzo di antifurto per la casa. Questo oggetto\u00a0(che \u00e8 gi\u00e0 dotato di intelligenza e di una tecnologia in grado di collegarsi all\u2019esterno della casa) sta entrando in tutte le case. In uno scenario IoT, <strong>l\u2019antifurto pu\u00f2 diventare una black box<\/strong>, una scatola nera della casa, alla quale si aggancia anche in modalit\u00e0 wireless tutto il resto della componentistica domestica: dagli elettrodomestici ai sistemi di telemedicina (molto importante oggi sopratutto per i portatori di patologie croniche che hanno bisogno di continui controlli).<br \/>\nQuesto potrebbe essere molto interessante per una compagnia assicurativa e alcune stanno gi\u00e0 proponendo l\u2019abbinamento della classica polizza furto e incendio, all\u2019utilizzo di un dispositivo di monitoraggio connesso, cio\u00e8 una centralina abbinata a dei sensori che tiene la casa sotto controllo. Ma molto ancora si pu\u00f2 fare, siamo appena all\u2019inizio dell\u2019IoT.<\/p>\n<p><strong>L\u2019unico freno allo sviluppo \u00e8 ancora rappresentato dalla mancanza di un protocollo comune, cio\u00e8 di un linguaggio di comunicazione unico per far viaggiare le informazioni facendosi riconoscere dalla rete. Se guardiamo ad altri settori tecnologici affini vediamo che il boom \u00e8 arrivato con la standardizzazione di un protocollo comune: cos\u00ec \u00e8 avvenuto nel GSM per esempio, che ha determinato il successo del mobile<\/strong>.\u00a0Purtroppo, nell\u2019IoT ancora ogni azienda utilizza i propri protocolli e questo \u00e8 un problema serio perch\u00e8 limita lo sviluppo di prodotti e l\u2019interoperabilit\u00e0 tra sistemi. La definizione di uno standard, riconosciuto e utilizzato da tutti,\u00a0 serve a tutte le aziende che lavorano nella IoT.\u00a0<strong>Si dovrebbe aprire un tavolo comune, cui partecipano le telco, le grandi aziende che hanno un peso e che si impegnano per prime a rispettare lo standard<\/strong>.\u00a0Dietro lo sviluppo dello standard GSM (e di molti altri successivi), per esempio, c\u2019\u00e8 un\u2019organizzazione internazionale che si chiama ETSI. L\u2019Internet of things necessita di un\u2019iniziativa molto simile, altrimenti non potr\u00e0 decollare. Il mercato dell\u2019Iot \u00e8 molto grande, ma per tutti coloro che vogliono lavorare in questo settore \u00e8 diventato un imperativo un\u2019azione comune per raggiungere lo standard.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div><em>Nicola Lavenuta, Ceo Macnil-Zucchetti<\/em><\/div>\n","protected":false},"featured_media":2498,"template":"","class_list":["post-2496","rassegna-stampa","type-rassegna-stampa","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/2496","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa"}],"about":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rassegna-stampa"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/2496\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2498"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}