{"id":2022,"date":"2015-07-21T11:29:22","date_gmt":"2015-07-21T09:29:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macnil.it\/?post_type=rassegna-stampa&#038;p=2022"},"modified":"2024-04-05T11:02:22","modified_gmt":"2024-04-05T09:02:22","slug":"ehealth-quando-lict-rinnova-la-sanita","status":"publish","type":"rassegna-stampa","link":"https:\/\/macnil.it\/en\/rassegna-stampa\/ehealth-quando-lict-rinnova-la-sanita\/","title":{"rendered":"eHealth, quando l\u2019ICT rinnova la sanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>La digitalizzazione a tutti i livelli del settore sanitario rappresenta un potente driver per promuovere modelli organizzativi pi\u00f9 efficienti e assicurare usi pi\u00f9 produttivi delle risorse, come dimostrato dalla spesa complessiva, che \u00e8 finalmente in aumento<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"eHealth, quando l\u2019ICT rinnova la sanit\u00e0\" alt=\"eHealth 800x500 c\" src=\"https:\/\/macnil.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/eHealth-800x500_c.jpg\" \/><\/p>\n<p>Tra medicina sul territorio, dematerializzazione dei documenti, soluzioni di cloud computing, big data e analytics a supporto della clinical governance, la digitalizzazione della sanit\u00e0 sta conoscendo una nuova stagione. Con risultati finalmente positivi sulla spesa complessiva, che nello scorso anno ha interrotto la serie negativa, riportandosi ai livelli del 2010. Dopotutto, quelli dedicati alla sanit\u00e0 continuano a rappresentare una fetta significativa degli investimenti in ICT, anche perch\u00e9 le leve tecnologiche per favorire innovazione e sviluppo nell\u2019ambito del settore sanitario sono molteplici, con numerosi strumenti che possono far ottenere nuove efficienze e realizzare i cambiamenti da pi\u00f9 parti auspicati.<\/p>\n<h3>Investimenti in aumento in Italia<\/h3>\n<p>La buona notizia arriva dall\u2019<strong><a href=\"http:\/\/www.osservatori.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0<\/a>\u00a0della School of Management del Politecnico di Milano<\/strong>, che nello scorso maggio ha rilasciato i dati del rapporto 2015. Spicca in primo luogo l\u2019aumento del 17% nelle risorse stanziate per la digitalizzazione della sanit\u00e0 italiana nel corso del 2014, che hanno cos\u00ec raggiunto la quota complessiva di 1,37 miliardi di euro, un livello che non si toccava dal 2010. Ma non \u00e8 ancora il caso di cantare vittoria, visto che quella in ICT rimane tuttora una quota limitata della spesa sanitaria pubblica, essendo pari solo all\u20191,3% del totale, corrispondente a 23 euro circa per ciascun abitante. Pi\u00f9 in dettaglio, in base ai dati del Politecnico di Milano, \u00abla spesa Ict \u00e8 cos\u00ec ripartita tra i diversi attori del Sistema Sanitario nazionale: 960 milioni di euro \u00e8 la spesa sostenuta dalle strutture sanitarie (+ 20%), 325 milioni di euro sono spesi direttamente dalle regioni (+10%), 68 milioni di euro dagli oltre 47.000 medici di medicina generale, in media 1.451 euro per medico (+13%), 20 milioni di euro dal ministero della Salute (+5%). Per quanto invece riguarda le tecnologie, \u00abla cartella clinica elettronica rappresenta l\u2019ambito su cui le Aziende sanitarie allocano la quota pi\u00f9 rilevante di risorse economiche (58 milioni di euro), seguito dai sistemi di disaster recovery e continuit\u00e0 operativa (40 milioni di euro)\u00bb \u2013 spiegano al Politecnico. Su questi stessi ambiti, il 40% dei Cio interpellati prevede un incremento degli investimenti nel 2015. Anche per i sistemi di gestione documentale e conservazione a norma, secondo il 50% dei Cio, ci sar\u00e0 un aumento degli investimenti, in parte resi necessari dagli obblighi sulla fatturazione elettronica verso la PA.<\/p>\n<h3>L\u2019orizzonte europeo<\/h3>\n<p>Allargando il discorso in ambito europeo, la spesa complessiva per l\u2019ICT in sanit\u00e0 crescer\u00e0 dai 13,2 miliardi di dollari del 2013 ai 14,6 miliardi del 2018, in base alle previsioni di\u00a0<strong>IDC Health Insights<\/strong>. Sempre secondo gli esperti di\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.idc.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IDC<\/a><\/strong>, questa crescita sar\u00e0 guidata dal software, in aumento del 4,6%, mentre la quota di crescita dei servizi si riveler\u00e0 meno brillante, attestandosi sull\u20191,6%, e l\u2019hardware si contrarr\u00e0 dell\u20191%. \u00c8 interessante notare come nei primi cinque paesi europei si concentrino i tre quarti della spesa IT in sanit\u00e0: nel 2013, questo dato era esattamente il 73%, con il Regno Unito saldamente in testa, ma con una previsione di crescita poco brillante nell\u2019arco dei cinque anni dal 2013 al 2018, inferiore all\u20191%, mentre la Germania seguiter\u00e0 a essere il migliore performer, con un 3% complessivo, seguita dalla Francia col 2,2%. Italia e Spagna, sempre in base alle previsioni di IDC, vedranno una spesa in declino. \u00abI vincoli finanziari rappresentano tuttora un serio ostacolo a una crescita sostenibile, ma gli enti sanitari e i decision maker ricorrono sempre pi\u00f9 alla digital transformation per modernizzare la sanit\u00e0, con obiettivi anche di lungo termine. Tra le aree in cui \u00e8 previsto l\u2019impatto pi\u00f9 rilevante della trasformazione digitale, vi sono le iniziative di cura integrate e la modernizzazione degli ospedali\u00bb \u2013 sottolinea\u00a0<strong>Silvia Piai<\/strong>,<strong>\u00a0EMEA research manager di IDC Health Insights<\/strong>.<\/p>\n<h3>Usare i big data<\/h3>\n<p>Ma un\u2019altra rivoluzione \u00e8 gi\u00e0 tra noi, ed \u00e8 quella dei big data. Recentemente,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.netapp.com\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>NetApp<\/strong>\u00a0<\/a>ha provato a stimare in numeri l\u2019impatto dei big data sul settore sanitario, dove un utilizzo coerente di questi dati potrebbe consentire alle persone di vivere una vita pi\u00f9 lunga e sana. Gi\u00e0 oggi l\u2019adozione delle cartelle cliniche elettroniche (EHR, Electronics Health Record) consente di fornire informazioni in tempo reale a medici, infermieri e altri operatori sanitari, che possono cos\u00ec prendere decisioni migliori e fare diagnosi pi\u00f9 rapide e accurate. Anche perch\u00e9 i numeri in gioco sono davvero tanti: per esempio, spiegano in NetApp, \u00abentro il 2020, le organizzazioni sanitarie useranno 25.000 petabyte di dati, cio\u00e8 50 volte i dati disponibili oggi, e un dispositivo di elettrocardiogramma standard raccoglie circa mille punti di dati al secondo, mentre una TAC 3D occupa pi\u00f9 di un Gb di spazio\u00bb. E poich\u00e9 i dati nel settore sanitario crescono esponenzialmente, la loro analisi sar\u00e0 una componente molto importante e sempre pi\u00f9 integrata nel prossimo futuro, e \u00abun migliore uso dei big data nella sanit\u00e0 potrebbe comportare un risparmio pari a 250-400 mila miliardi di euro ogni anno\u00bb \u2013 sempre secondo le previsioni citate da NetApp.<\/p>\n<h3>Innovazione diffusa<\/h3>\n<p>\u00abLa sanit\u00e0 sia pubblica sia privata \u00e8 alla continua ricerca di soluzioni tecnologiche all\u2019avanguardia che possano consentire di gestire in modo unificato e riproducibile i processi interni ed esterni. Se pensiamo a qualche anno fa, l\u2019archivio dei pazienti di un ospedale, per esempio, non era \u201cesportabile\u201d all\u2019esterno, e spesso e volentieri non comunicava tra gli stessi reparti interni. Attualmente, l\u2019IT \u00e8 entrata praticamente dappertutto e consente notevoli risparmi oltre che realizzare in modo creativo soluzioni tecnologiche davvero innovative\u00bb \u2013 sintetizza\u00a0<strong>Cristiano Pacitto<\/strong>,<strong>\u00a0general manager di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sistemieservizi.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Datamatic Sistemi e Servizi<\/a><\/strong>. Per fare un esempio concreto, la societ\u00e0 commercializza piattaforme che hanno consentito una prima rivoluzione nel settore della radiologia, facilitando la dismissione delle lastre radiologiche verso la produzione del \u201cCD-Paziente\u201d e ora sta incentivando la prossima rivoluzione con l\u2019introduzione del \u201cPortale-Paziente\u201d, un cruscotto web dove il paziente pu\u00f2 scaricare comodamente da casa l\u2019esito dei propri esami o anche inoltrare al proprio medico di fiducia le credenziali per accedere agli esami da remoto, in modo sicuro e nel rispetto della normativa vigente in termini di privacy. In questo modo \u2013 spiega Pacitto \u2013 \u00aboltre a un indubbio vantaggio per la sanit\u00e0 in termini di costi sia di gestione sia di produzione, si evita che il paziente debba ritornare presso il centro diagnostico solo per ritirare referto e supporto ottico\u00bb.<\/p>\n<h3>Protocollo unico<\/h3>\n<p>Sulla base di questi esempi e capitalizzando sulle innovazioni tecnologiche, il discorso pu\u00f2 essere allargato. Secondo Cristiano Pacitto, \u00abil ministero della Salute potrebbe valutare la costituzione di un \u201cosservatorio delle innovazioni\u201d, dove le aziende possano accreditarsi e presentare i propri progetti imprenditoriali, in modo da avere un unico interlocutore con cui potersi raccordare e normalizzare i flussi. Oggi, ogni applicazione che deve comunicare i dati e le rendicontazioni alle Regioni ha necessit\u00e0 di accreditarsi presso ogni Regione, con dispendio di energia, tempo e costi. Sarebbe sufficiente rilasciare un unico protocollo in entrata, visto che fondamentalmente i dati sono sempre gli stessi, mentre il problema \u00e8 costituito proprio dal protocollo di comunicazione\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: \u00abIl mondo della sanit\u00e0 \u00e8 stato storicamente retaggio di quelle che sono definite\u00a0<em>major<\/em>, ovvero le multinazionali, aziende specializzate che hanno potuto sostenere sia la dimensione dei progetti sia gli oneri di dilazione di pagamento. Mentre queste realt\u00e0 possono essere, anche se sempre meno, adeguate per la pubblica amministrazione, la sanit\u00e0 privata, e quindi anche quella convenzionata, non pu\u00f2 mantenere questo schema che, anzi, spesso appesantisce i processi e ha per sua natura difficolt\u00e0 ad adeguarsi alle crescenti necessit\u00e0 del privato che mira a offrire servizi sia qualitativi sia quantitativi ai pazienti\u00bb \u2013 prosegue Pacitto. \u00c8 in questo ambito che \u00abDatamatic Sistemi e Servizi \u00e8 in grado di offrire una innovativa piattaforma di practice management, denominata Elios Suite, per la gestione completa dei centri diagnostici e di strutture affini, con un applicativo che si occupa di riunire in un unico cruscotto tutti i processi aziendali e strategici di questo genere di realt\u00e0. Il paziente viene seguito dalla prenotazione, all\u2019accettazione e all\u2019eventuale degenza, mettendo le strutture private in grado di integrare tutti i flussi in modo moderno e a costi sostenibili, cosa che precedentemente oltre a non essere possibile non poteva prevedere la flessibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di adattamento alle esigenze di ciascun cliente, diversa da Regione a Regione\u00bb \u2013 conclude Pacitto.<\/p>\n<h3>Gestione territorializzata<\/h3>\n<p>Non ha dubbi\u00a0<strong>Antonio Barone di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lispa.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lombardia Informatica<\/a><\/strong>, dove ha la qualifica di\u00a0<strong>responsabile della struttura Governo Sistema Informativo Socio Sanitario Regionale<\/strong>: \u00abIl sistema sanitario ha certamente un problema di sostenibilit\u00e0 da affrontare in quanto i cittadini oggi si aspettano di vivere di pi\u00f9 e meglio di ieri. \u00c8 noto che le fasi pi\u00f9 problematiche delle patologie croniche sono limitabili tramite la gestione dell\u2019aderenza ai percorsi di salute e diverse risorse sono recuperabili agendo sulla riduzione della cosiddetta \u201cinappropriatezza\u201d. Il successo in tal senso \u00e8 legato, in Lombardia (si pensi per esempio all\u2019esperienza dei CReG, cio\u00e8 i Chronic Related Group, o dei pi\u00f9 recenti POT, ovvero Presidi Ospedalieri Territoriali) come altrove, ad alcuni fondamentali cambiamenti del sistema salute. Alla luce di questo, prosegue Barone, in futuro occorrer\u00e0 sempre pi\u00f9 ricorrere a misure quali \u00abl\u2019identificazione di percorsi di assistenza per patologia o combinazioni statisticamente e clinicamente rilevanti di patologie cui assegnare un budget per la presa in carico complessiva del paziente; una gestione del percorso di salute del singolo paziente sempre pi\u00f9 \u201cterritorializzata\u201d, prevedendo la collaborazione attiva di pi\u00f9 figure di assistenza che condividono un obiettivo di salute comune, con un \u201ccase manager\u201d che avr\u00e0 il ruolo di regista e la responsabilit\u00e0 prima sul budget per la presa in carico; e infine una maggiore partecipazione e ingaggio del cittadino nel proprio percorso di salute, cio\u00e8 un empowerment\u00bb. \u00c8 in questo scenario che \u00able tecnologie informatiche, dai sistemi direzionali per le simulazioni e le analisi, ai sistemi per la gestione della collaborazione clinico-assistenziale, dai servizi online e mobile per i cittadini agli strumenti per la dematerializzazione dei processi, saranno abilitanti e indispensabili: la necessit\u00e0 di investirvi risulta evidente proprio per il raggiungimento della sostenibilit\u00e0 del sistema complessivo\u00bb \u2013 conclude Barone.<\/p>\n<h3>L\u2019ora dell\u2019empowerment<\/h3>\n<p>Rimanendo in ambito delle Regioni,\u00a0<strong>Lorenzo Sornaga, responsabile area progettuale sanit\u00e0 e sistemi centrali di accesso di\u00a0Lait<\/strong>, concentra l\u2019attenzione sul potenziamento della sanit\u00e0 territoriale, che \u00ab\u00e8 sicuramente la sfida pi\u00f9 importante con la quale misurarsi oggi: \u00e8 evidente che la riuscita di questa azione passa attraverso la strutturazione dei dati in formati standard e aperti. La conoscenza del dato deve essere accompagnata da una corretta capacit\u00e0 e consapevolezza del paziente in relazione alla propria salute. L\u2019insieme di questi fattori viene definito come il concetto di \u201cpatient empowerment\u201d, che rappresenta oggi la frontiera pi\u00f9 avanzata della sanit\u00e0 territoriale e l\u2019obiettivo da raggiungere per tutti\u00bb. Ricordando come in Italia il rapporto fra spesa sanitaria e ICT per la sanit\u00e0 sia pari all\u20191,4%, contro il 3% del resto dell\u2019Europa \u2013 Sornaga avverte che \u00abil progressivo invecchiamento della popolazione mette a dura prova i servizi sanitari regionali in termini di spesa: per contenerla, abbiamo assistito a un susseguirsi di tagli lineari anche nel settore dell\u2019ICT della sanit\u00e0, i quali se non accompagnati da una corretta logica di ottimizzazione rischiano di ridurre il livello dei servizi. La centralizzazione degli acquisti e la centralizzazione in regione dei sistemi \u201clocali\u201d, quest\u2019ultima azione dell\u2019Agenda Digitale Italiana e del Lazio, sono le altre leve che devono accompagnare l\u2019azione di rinnovamento e razionalizzazione\u00bb. Non va poi dimenticato che \u2013 prosegue Sornaga \u2013 \u00abil manifesto siglato a Roma da\u00a0<strong>Assinter<\/strong>, l\u2019associazione che riunisce le societ\u00e0 ICT di Regioni e Province autonome, e un gruppo di aziende attive nel settore della sanit\u00e0 digitale rappresenta una novit\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 un percorso che veda insieme Assinter e aziende fra loro concorrenti che hanno accettato di collaborare per la digitalizzazione della sanit\u00e0. Il manifesto vuole la valorizzazione degli investimenti fatti negli ultimi anni facendo in modo che siano recepiti dal governo nazionale. Inoltre, chiama a un forte sostegno alla collaborazione pubblico-privato, per stimolare gli investimenti e snellire il settore dalle procedure amministrative\u00bb.<\/p>\n<h3>Innovare con le best practice<\/h3>\n<p>Parte invece dalle conclusioni della ricerca dell\u2019Osservatorio Digital Innovation in Healthcare promosso dal Politecnico di Milano l\u2019analisi di\u00a0<strong>Flavio Radice, vice president, general manager e COO di\u00a0Hitachi Systems CBT<\/strong>, azienda che \u00e8 tra gli sponsor della ricerca. Secondo Radice, \u00abi risultati della ricerca sono stati molto interessanti: \u00e8 stato osservato che oltre alla conferma della domanda di sistemi di gestione di reparto e di gestione amministrativa, andr\u00e0 a crescere la richiesta di soluzioni cloud e mobile, nell\u2019ambito sia della telemedicina sia della gestione dei processi socio-sanitari sul territorio\u00bb. Tra gli esempi di eccellenza e di best practice, Radice menziona WebRainbow, \u00abla nostra piattaforma di Enterprise Information Management, che ha ottenuto un importante riconoscimento durante l\u2019assegnazione del Premio finale Digital Innovation in Healthcare, con la case history realizzata alla ULSS 9 di Treviso: una giuria qualificata, composta da pi\u00f9 di trenta direttori generali e amministrativi delle maggiori strutture sanitarie e associazioni di categoria, ha riconosciuto nella nostra soluzione un elevato livello di innovazione e miglioramento della sanit\u00e0 digitale nazionale\u00bb.<\/p>\n<h3>L\u2019esempio della telemedicina<\/h3>\n<p>\u00c8 sulla telemedicina che\u00a0<strong>Mariarita Costanza, direttore tecnico di Macnil \u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.zucchetti.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gruppo Zucchetti<\/a><\/strong>, punta l\u2019attenzione, citando un esempio concreto e molto apprezzato: il progetto \u00abSIAM \u2013 Servizi Innovativi per l\u2019Autocontrollo Metabolico, cofinanziato dalla Regione Puglia e realizzato da Macnil, societ\u00e0 del Gruppo Zucchetti, in collaborazione con il Dipartimento Emergenza e Trapianto di Organi dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari e altri partner. Grazie a questo sistema, spiega Mariarita Costanza, \u00absi ottiene l\u2019esito degli esami in tempo reale, la mobilit\u00e0, l\u2019interattivit\u00e0 fra medico e paziente e la fruizione di servizi erogati da ASL, centri di medicina e strutture sanitarie. Il medico competente pu\u00f2 intervenire tempestivamente sul paziente in caso di emergenza e, a sua volta, il paziente non deve effettuare spostamenti per recarsi in centri specializzati con conseguente risparmio di costi e tempi\u00bb. Pi\u00f9 in dettaglio, \u00abil progetto si basa sulla valorizzazione e l\u2019elaborazione originale dei dati biomedici risultanti dall\u2019autocontrollo di colesterolo, trigliceridi, glicemia attraverso l\u2019uso di uno o pi\u00f9 sensori biomedici e uno smartphone. Attraverso un\u2019opportuna interfaccia fisica, sviluppata nell\u2019ambito del progetto, l\u2019apparecchio telefonico viene collegato allo strumento di misurazione per trasmettere direttamente alla centrale di monitoraggio i dati rilevati. Contemporaneamente, attraverso un collegamento dati, i risultati delle rilevazioni sono trasmessi a un applicativo web. Il paziente pu\u00f2 cos\u00ec consultare in qualsiasi momento il proprio \u201cdiario glicemico\u201d, che viene archiviato in formato elettronico e aggiornato automaticamente, direttamente dallo smartphone o dal pc e condividerlo con l\u2019\u00e9quipe medica di riferimento\u00bb \u2013 prosegue Mariarita Costanza. <!--more--><\/p>\n<h3>Puntare sulla fruibilit\u00e0<\/h3>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Ci pensa\u00a0<\/span><\/strong><strong>Vincenzo Todisco, managing director di\u00a0QSL Italia<\/strong>\u00a0a ribadire che \u00abda anni la sanit\u00e0 richiede sempre pi\u00f9 garanzie di continuit\u00e0 operativa all\u2019interno del proprio IT, mirando a gestire i dati con le dovute attenzioni. Protezione e disponibilit\u00e0 continua, a garanzia di eventuali interruzioni e perdite d\u2019informazioni, sono diventate argomento sensibile e ci\u00f2 stimola la capacit\u00e0 intercomunicante dei software sviluppati, anche in base al concetto di Big Data o Smart Data, posizionandoli sul tema della fruibilit\u00e0\u00bb. Riguardo alla spesa, \u00abin alcuni casi specifici, come per esempio lo scambio dei dati e delle informazioni tra sistemi operativi posti in differenti aree o reparti, \u00e8 possibile unire pratiche di risparmio economico e strutturale semplificando il flusso degli scambi di dati attraverso software di Data Integration, che si occupano di connettere in tempo reale database eterogenei posti su un qualsiasi sistema operativo, dando immediatezza allo scambio e all\u2019aggiornamento dei dati. Si tratta della fruibilit\u00e0, che va intesa come il risultato della sincronizzazione dei dati originati in diversi luoghi o condizioni, allo scopo di rendere una totale panoramica della situazione anche se ci\u00f2 coinvolge differenti tipologie di dati distribuiti in diversi sistemi\u00bb. \u00c8 anche per questo che, senza generalizzare troppo, \u00absi pu\u00f2 tranquillamente dichiarare che a oggi, l\u2019IT \u00e8 sotto la lente di ingrandimento per fare in modo di \u201cscovare\u201d falle e aree di miglioramento. In questo ambito, il primo elemento preso in considerazione \u00e8 sempre la garanzia di avere il possesso \u201ccerto\u201d dei propri dati e di converso l\u2019uso e la conseguente capacit\u00e0 di analisi ed elaborazione\u00bb \u2013 conclude Todisco.<\/p>\n<h3>Verso un nuovo modello di sanit\u00e0<\/h3>\n<p>Infine,\u00a0<strong>Achille Grisetti, direttore generale di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.noemalife.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">NoemaLife<\/a><\/strong><a href=\"http:\/\/www.noemalife.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<\/a>sottolinea che oggi \u00abla sfida \u00e8 abbandonare il paradigma assistenzialistico e puntare su un welfare inclusivo e tecnologicamente avanzato. Un welfare qualificante, che investa sulla creazione di valore, con la collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Occorre definire un nuovo modello di sanit\u00e0, in grado di prendersi carico non solo dei pazienti acuti ricoverati in ospedale, ma, sempre pi\u00f9, a livello di assistenza domiciliare e sociale, secondo un modello di cura organizzato a rete, che integri i diversi attori che operano nel settore\u00bb. In questa ottica, l\u2019ICT rappresenta \u00abl\u2019unica strada per riformare il sistema a livello strutturale e ottenere i risparmi richiesti a livello centrale, senza dover tagliare i servizi. Il problema non \u00e8 \u201cquanto\u201d costa il sistema sanitario, ma \u201ccome\u201d e \u201cdove\u201d si decide di allocare le risorse disponibili\u00bb. E dato che nulla \u00e8 pi\u00f9 efficace degli esempi concreti, Achille Grisetti cita il Laboratorio Logico Unico dell\u2019Area Vasta Emilia Centrale, che \u00e8 \u00abil primo Laboratorio provinciale d\u2019Italia, tra i primi d\u2019Europa per volumi di prestazioni e innovazione tecnologica e organizzativa. Dopo il Laboratorio Unico Metropolitano di Bologna (LUM) e l\u2019Area Vasta Romagna (AVR), NoemaLife ha applicato la stessa logica allo sviluppo informatico del Laboratorio Unico dell\u2019Area Vasta Emilia Centrale (AVEC). Un unico sistema informatico condiviso e distribuito tra: Azienda USL di Bologna, Azienda Ospedaliera Universitaria Sant\u2019Orsola Malpighi, Istituti Ortopedici Rizzoli, Azienda USL di Imola, Azienda USL di Ferrara, Azienda Ospedaliera Universitaria Sant\u2019Anna di Ferrara\u00bb.<\/p>\n<p><em>fonte: <a title=\"Datamanager online\" href=\"http:\/\/www.datamanager.it\/2015\/07\/ehealth-quando-lict-rinnova-la-sanita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Datamanager<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1596,"template":"","class_list":["post-2022","rassegna-stampa","type-rassegna-stampa","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/2022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa"}],"about":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rassegna-stampa"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/2022\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1596"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}