{"id":1932,"date":"2015-06-23T09:38:02","date_gmt":"2015-06-23T07:38:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macnil.it\/?post_type=rassegna-stampa&#038;p=1932"},"modified":"2024-04-05T11:02:50","modified_gmt":"2024-04-05T09:02:50","slug":"zucchetti-avanti-tutta","status":"publish","type":"rassegna-stampa","link":"https:\/\/macnil.it\/en\/rassegna-stampa\/zucchetti-avanti-tutta\/","title":{"rendered":"Zucchetti Avanti tutta, va ancora a Lodi il primato del software &#8220;made in Italy&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Va ancora a Lodi il primato del software \u201cmade in Italy\u201d (ma gi\u00e0 attivo con successo nella competizione internazionale). Con le sue soluzioni, Zucchetti \u00e8 sempre pi\u00f9 vicina alle aziende e ai partner che vogliono investire in valore aggiunto<\/strong><\/p>\n<p>Nel panorama delle software house italiane focalizzate sugli applicativi per la gestione dell\u2019impresa e degli studi professionali non esiste marchio altrettanto consolidato e autorevole. Tuttavia, anche il cronista abituato a raccontare l\u2019evoluzione di questa azienda attraverso una lunga e regolare frequentazione, non deve mai dare nulla per scontato quando si tratta di\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.zucchetti.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Zucchetti<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Zucchetti non \u00e8 solo il pioniere dell\u2019automazione delle procedure contabili, amministrative, fiscali, avendo vissuto la rivoluzione informatica dall\u2019interno dello studio di commercialista di cui Domenico, il fondatore, era titolare. Nel corso del tempo, l\u2019azienda di software lodigiana non ha mai smesso di innovare, individuando nuovi spazi di intervento, dando un fondamentale contributo alla modernizzazione dell\u2019intero settore dei professionisti che affiancano le imprese italiane nella gestione dei loro adempimenti fiscali e delle risorse umane e all\u2019Information Technology in toto. I professionisti sono diventati, non a caso, un partner fondamentale delle strategie Zucchetti che indirizzano un mercato complesso, affollato di provider locali e multinazionali del software.<\/p>\n<h3><strong>Storia infinita<\/strong><\/h3>\n<p>Ogni volta, la storia di questo Gruppo \u2013 che oggi conta oltre duemila e 800 addetti \u2013 si arricchisce. La sua presenza in Italia e all\u2019estero si rafforza e le tematiche trattate \u2013 pur restando nell\u2019alveo delle tecnologie per la gestione delle risorse aziendali \u2013 si moltiplicano. E i fatturati, che dal 2009 la vedono in cima alla classifica delle aziende italiane di software, non conoscono crisi. Nel 2014, il giro di affari \u00e8 stato di 358 milioni di euro, un aumento ancora vicino alle due cifre rispetto al 2013. Mille e cento partner per oltre 100mila clienti, una presenza ormai consistente anche fuori dall\u2019Italia, dove operano ben sette sedi estere, comprese quelle negli Stati Uniti e in Brasile. Ogni mese in Italia, oltre quattro milioni e mezzo di cedolini vengono elaborati direttamente dalle aziende che utilizzano i prodotti e i servizi HR Zucchetti o dai consulenti del lavoro. A tutto ci\u00f2 si aggiungono le venti sedi operative che Zucchetti ha in Italia.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Antonio Grioli - presidente del comitato direttivo\" src=\"http:\/\/www.datamanager.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/antonio-grioli_zucchetti.jpg\" width=\"600\" height=\"814\" title=\"\"><\/p>\n<p>I sistemi di accesso Zucchetti, tra cui quelli in funzione in decine e decine di grandi stadi mondiali, regolano il passaggio di oltre 70 milioni di spettatori all\u2019anno. Ma la crescita, la capacit\u00e0 di innovazione continua si leggono nei dettagli. Nuove vendite \u201ccross application\u201d (CRM, DMS, applicazioni mobile, portali aziendali, safety solution, ZTravel, ZScheduling, ZTimesheet): +40% anno su anno; fatturato soluzioni di business intelligence: +14,5%; nuovi clienti acquisiti: 5.065 (+33%); nuovi clienti per le soluzioni cloud: oltre il 50% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019IT per distinguersi<\/strong><\/h3>\n<p>Zucchetti ti spiazza, ti sorprende sempre, \u00e8 capace di inventare il futuro e vedere tutto sotto una luce nuova, di annunciare un\u2019acquisizione, l\u2019apertura di linee di prodotto inattese, ma sempre orientate alla missione di aiutare le aziende che acquistano o usufruiscono delle sue soluzioni \u2013 attraverso la rete dei partner \u2013 a risolvere problemi concreti e a concentrarsi sul proprio business, alleggerendo il carico degli obblighi gestionali, amministrativi e restando sempre al passo delle normative. Una missione che Zucchetti insegue con determinazione e con una capacit\u00e0 di visione di lungo termine, che fanno la differenza soprattutto quando le congiunture del mercato del software non sono particolarmente favorevoli. \u00abDel resto \u2013 ricorda\u00a0<strong>Antonio Grioli<\/strong>,\u00a0<strong>presidente del comitato direttivo<\/strong>, docente di Strategia e Politica Aziendale presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e da anni uno degli ispiratori delle strategie del Gruppo \u2013 l\u2019information technology \u00e8 un mercato anticiclico per definizione. Si investe in tecnologie software e automazione, quando c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di innovare davvero, di cambiare il paradigma. A mio parere, il miglioramento non va banalizzato attraverso le solite \u201cformulette\u201d: efficacia, efficienza, riduzione dei costi\u2026 L\u2019azienda migliore \u00e8 quella capace di far emergere il proprio valore, di risultare pi\u00f9 visibile e appetibile di altre. Esiste una misura data dal \u201cvalue for money\u201d, che non \u00e8 il valore dichiarato dal fornitore di tecnologia, spesso esuberante e fatto di promesse, bens\u00ec quello riscontrato sul campo dal cliente che ha effettuato l\u2019investimento\u00bb. Secondo il presidente del comitato direttivo Zucchetti, investire solo per diventare sempre pi\u00f9 efficienti, riducendo i costi, esprime un\u2019opinione limitata e limitante; il vero obiettivo di un investimento in tecnologia \u00e8 trasformarsi, agire sui processi, sfruttare le tecnologie per realizzare prodotti innovativi o fare le cose in modo radicalmente diverso. \u00abOggi, un\u2019azienda conscia di poter contare su un\u2019autentica eccellenza di prodotto \u2013 dichiara Grioli \u2013 pu\u00f2 inseguire la globalizzazione del mercato e il software non pu\u00f2 dare solo efficienza. Deve aiutarti a individuare nuovi mercati, nuove soluzioni per raggiungere nuovi clienti\u00bb. Da spinta all\u2019efficientamento, quindi, a motore di vera innovazione.<\/p>\n<h3>Al fianco delle imprese<\/h3>\n<p>\u00abSono finiti i tempi in cui erano le grandi multinazionali a imporre i loro modelli gestionali alle imprese, dettando la tabella di marcia\u00bb \u2013 commenta Grioli. \u00abPoteva funzionare, quando l\u2019obiettivo numero uno era, per tutti, solamente l\u2019efficientamento. Non funziona, oggi, nell\u2019era della differenziazione, della personalizzazione, in un contesto dove ogni azienda ha le sue peculiarit\u00e0, i suoi fattori di successo e, conseguentemente, la sua esigenza di un approccio su misura. \u00abMolti player multinazionali stanno rivedendo, addirittura eliminando, la loro vicinanza all\u2019utente finale, le loro organizzazioni di canale orientate alla piccola e media impresa, che invece rappresenta il vero punto di riferimento di Zucchetti e della forza commerciale della sua galassia di partner e rivenditori\u00bb. \u00abVolete una prova\u00bb? \u2013 continua Grioli. \u00abOggi, i player che per anni hanno parlato di\u00a0<em>\u201cone size fits all\u201d<\/em>, che a me ricorda quei terribili calzini \u201cmonotaglia\u201d che non vanno bene a nessuno tranne a chi li vende, parlano di cloud, basandosi per\u00f2 su un modello che propone il cloud come un grande scaffale dove aziende e partner possono trovare le cose che interessano loro. Ancora standard dunque, ancora \u201cpacchetti\u201d, ancora omologazione, in tempi in cui \u00e8 proprio la \u201cnon omologazione\u201d a decretare il successo di un\u2019impresa\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Giorgio Mini - vicepresidente\" src=\"http:\/\/www.datamanager.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/giorgio-mini_zucchetti.jpg\" width=\"600\" height=\"814\" title=\"\"><\/p>\n<p>Per questo motivo, interviene\u00a0<strong>Cristina Zucchetti<\/strong>\u00a0nel suo ruolo di\u00a0<strong>presidente di Zucchetti Group<\/strong>, \u00abc\u2019\u00e8 ancora una distanza, forse incolmabile, tra i grandi provider internazionali e le elementari, specifiche esigenze di clienti che sono italiani ma che devono comunque affrontare mercati sempre pi\u00f9 globalizzati\u00bb. Si tratta di quella distanza che separa realt\u00e0 formidabili, complesse ma estranee alla nostra cultura, costituita invece dal tanto apprezzato tessuto di imprese di piccole e medie dimensioni, \u00abche devono trovare chi sappia affiancarle non solo nella ricerca di efficienza, ma soprattutto di visibilit\u00e0, di capacit\u00e0 di far emergere una eccellenza\u00bb. Per quanto possano essere accurate le strategie di canale, le relazioni tra i fornitori di software e i loro piccoli clienti italiani sono esposte alle dinamiche tipiche delle multinazionali, ove capita che i prodotti passino di mano e che, di conseguenza, una implementazione fallisca. In questi casi, il cliente si sente abbandonato e ritiene che le sue specificit\u00e0 e i suoi stessi investimenti non siano tutelati. Quante volte sentiamo arrivare da oltreoceano dotte lezioni, esortazioni alla resilienza dell\u2019impresa, ossia alla capacit\u00e0 di crescere ed evolversi per andare incontro alle necessit\u00e0 e alle aspettative dei clienti. \u00abMa le pare, che un ingrediente del genere manchi alle piccole imprese italiane, capaci di immaginare, di distinguersi anche meglio, pi\u00f9 velocemente, della pi\u00f9 grande ed efficiente delle organizzazioni?\u00bb \u2013 si domanda Cristina Zucchetti. \u00abSul territorio, anche il trade delle grandi organizzazioni \u00e8 costituito da un sistema di imprese molto pi\u00f9 piccole, ciascuna delle quali merita un fornitore tecnologico capace di produrre le sue soluzioni con una mentalit\u00e0 industriale, facendo sentire il suo cliente come se il software sia stato sviluppato appositamente per lui\u00bb. Esattamente, il senso della filosofia della piattaforma di sviluppo\u00a0<strong>Infinity<\/strong>\u00a0che Zucchetti porta avanti da anni con le sue soluzioni.<\/p>\n<h3>Motore gestionale<\/h3>\n<p>Che cosa significa per Zucchetti questa piattaforma e come si colloca in una offerta ERP\/gestionale che per la sua variet\u00e0 e capacit\u00e0 di indirizzamento del mercato \u2013 dalla microimpresa alla grande organizzazione \u2013 non sembra avere rivali in Italia?<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Infinity<\/strong>\u00a0nasce da un\u2019approfondita analisi delle esigenze del mercato delle imprese e di quello dei professionisti, una strategia che permea tutta l\u2019offerta del Gruppo attraverso un discorso organico, con componenti che sono sotto il nostro controllo e abilitano anche le nuove modalit\u00e0 di erogazione as a Service e la rete dei nostri partner, trasformandoli in pratica in sviluppatori indipendenti\u00bb \u2013 racconta il\u00a0<strong>vicepresidente<\/strong>,\u00a0<strong>Giorgio<\/strong>\u00a0<strong>Mini<\/strong>. Con questa scelta il gruppo Zucchetti ha saputo andare oltre gli aspetti applicativi, realizzando una piattaforma di lungo respiro che d\u00e0 vantaggi competitivi rispetto all\u2019offerta dei concorrenti perch\u00e9 comprende l\u2019ambiente di sviluppo, il framework di base e tutte le soluzioni applicative che si innestano su di esso per ottenere il massimo livello di integrazione con la pi\u00f9 ampia gamma possibile di funzionalit\u00e0. \u00abQuando abbiamo iniziato a sviluppare Infinity, eravamo gi\u00e0 leader di mercato in ambito ERP \u2013 continua Mini \u2013 e quindi la sfida non consisteva nel fare un\u2019applicazione \u201ctecnicamente\u201d migliore, ma nel creare un modello diverso di gestione dei processi, basato sulla collaborazione, sulla condivisione e sulla comunicazione tra tutti i soggetti che accedono al sistema informativo aziendale. Per questo motivo Infinity \u00e8 molto di pi\u00f9 di una soluzione: \u00e8 una strategia che governa tutte le informazioni aziendali\u00bb.<\/p>\n<p>Infinity nasce ed evolve come una sorta di ambiente meta-gestionale, che consente a Zucchetti di allargare i propri domini tecnologici ad ambiti come il business process management, la BI (con\u00a0<strong>Infinity Analytics<\/strong>\u00a0e con molte funzioni analitiche integrate nei moduli ERP), il document management con un motore di ricerca interno per le informazioni, nonch\u00e9 estensioni come la messaggistica unificata e il VoIP. Tutto racchiuso in una piattaforma ERP (e non solo ERP, considerando che su Infinity poggia anche parte delle soluzioni software per la gestione delle risorse umane e di quelle che Zucchetti estende al mondo dei consulenti fiscali e del lavoro) altamente modulare, personalizzabile, indipendente dal dispositivo, fisso o mobile utilizzato, erogata alle aziende sia attraverso il tradizionale modello delle licenze d\u2019uso sia nelle versioni hosted o completamente cloudizzata, grazie a una infrastruttura di data center e una divisione di servizi web sempre pi\u00f9 potente ed efficace.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Domenico Uggeri - vicepresidente\" src=\"http:\/\/www.datamanager.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/domenico-uggeri_zucchetti.jpg\" width=\"600\" height=\"815\" title=\"\"><\/p>\n<p>Ma con questo nuovo modello di offerta non c\u2019\u00e8 il rischio di limitare il ruolo dei rivenditori? \u00abAl contrario\u00bb \u2013 risponde Giorgio Mini. \u00abIl fatto che la rete di partner, proprio grazie all\u2019approccio di Infinity, sia oggi in grado di generare un considerevole valore aggiunto, \u00e8 strategicamente fondamentale. \u00c8 vero, in un mondo di disintermediazione, di soluzioni software sempre pi\u00f9 potenti e \u201ctuttologhe\u201d, il partner teme di essere bypassato. Invece Zucchetti, abilitandolo sul piano tecnologico oltre che commerciale, gli garantisce continuit\u00e0, capacit\u00e0 di crescere e farci crescere\u00bb.<\/p>\n<h3>Dopo lo stadio, il lavoro<\/h3>\n<p>L\u2019identit\u00e0 di Zucchetti, come primario fornitore di tecnologie per l\u2019impresa e la pubblica amministrazione, \u00e8 confermata dalle parole di\u00a0<strong>Domenico Uggeri<\/strong>,\u00a0<strong>vicepresidente<\/strong>\u00a0per la linea di soluzioni per la gestione del personale, che oltre agli aspetti retributivi riguardano anche il controllo di accessi e presenze e non soltanto negli spazi di lavoro e nei cantieri. Con la commessa da 1,1 milioni di euro, vinta per la realizzazione dei sistemi di accesso per il nuovo stadio di Tbilisi (capitale della Georgia), una location sportiva da 50 mila spettatori, e analoghe recenti commesse in Messico e Uruguay, il know-how di Zucchetti \u00e8 finito in oltre un centinaio di stadi in tutto il mondo. \u00abCi\u00f2 che facciamo negli stadi \u2013 scherza Uggeri \u2013 \u00e8 solo la parte ludica di un business, la gestione del personale secondo Zucchetti, in fase di formidabile consolidamento. Ormai, \u00e8 arrivato a coprire quasi il 50% del fatturato della spa, ma continua a crescere di oltre il 10% anno su anno\u00bb. Per Uggeri, la crescita \u00e8 legata anche alla copertura che la tecnologia Infinity \u00e8 in grado di offrire a supporto di ogni tipo di attivit\u00e0 di gestione delle risorse umane, dalla carriera del personale, alla sicurezza nell\u2019ambiente di lavoro. Uno\u00a0<em>scope<\/em>, direbbero gli americani, che non riguarda pi\u00f9 soltanto il mercato italiano, ma abbraccia le aziende italiane presenti all\u2019estero e, a tendere, i clienti stranieri. \u00abUna novit\u00e0 rispetto al passato \u00e8 sicuramente l\u2019internazionalizzazione della nostra divisione prodotto. Possiamo ritenerci un fornitore globale, che non deve ricorrere a soluzioni di terze parti per completare la propria offerta\u00bb. In passato, alcuni moduli per la gestione delle paghe erano stati adattati alle normative estere, ma ora diversi altri moduli HR Zucchetti sono stati internazionalizzati.<\/p>\n<div>\u00abUn\u2019altra specificit\u00e0 riguarda la capacit\u00e0 di indirizzamento di tutti i livelli di mercato. Per esempio, sappiamo che in Italia la densit\u00e0 di piccole imprese \u00e8 anomala rispetto al resto d\u2019Europa, ma in genere i player di questo settore dispongono di una singola piattaforma a seconda della tipologia del cliente. Noi ne abbiamo due,\u00a0<strong>HR Web<\/strong>\u00a0rivolto a grandi aziende, Pmi, professionisti e associazioni di categoria, e\u00a0<strong>HR Project<\/strong>, indirizzato a mercati verticali, come il mondo del lavoro interinale. Nessuno dei nostri concorrenti ha un\u2019offerta cos\u00ec ampia e strutturalmente diversificata, ma al tempo stesso integrata\u00bb. Per il cliente, sottolinea Uggeri, avere a disposizione questo livello di modularit\u00e0 pu\u00f2 ridurre in modo significativo i costi e le problematiche di integrazione, tipici di una gestione del personale basata su pi\u00f9 soluzioni di fornitori diversi.<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Mario Pedrazzini - responsabile BU commercialisti e associazioni\" src=\"http:\/\/www.datamanager.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/mario-pedrazzini_zucchetti.jpg\" width=\"600\" height=\"814\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Geografia mondiale<\/h3>\n<p>Sui mercati esteri, la business unit che si occupa della gestione del personale Zucchetti sta seguendo le orme tracciate nel mercato del controllo accessi dalla divisione Zucchetti Axess, ormai accreditata in una cinquantina di nazioni. \u00abTra le ultime novit\u00e0 del nostro percorso di espansione geografica ci sono le sedi in Brasile, dove abbiamo localizzato un prodotto come\u00a0<strong>Mago.net Enterprise<\/strong>\u00a0cos\u00ec pure in Germania, dove gi\u00e0 commercializzavamo alcune soluzioni hardware grazie all\u2019acquisizione di\u00a0<strong>TcPos<\/strong>\u00a0di due anni fa. In Germania, vendiamo anche soluzioni per la gestione delle risorse umane e per la sicurezza, in particolare riscontriamo un certo successo con i moduli come<strong>ZScheduling<\/strong>, una soluzione di workforce management, che piace nei contesti in cui domina una cultura di pianificazione delle presenze e l\u2019analisi del job cost\u00bb \u2013 conclude Uggeri.<\/p>\n<p>Il presidio delle soluzioni mirate in modo pi\u00f9 specifico alla clientela degli studi professionali e delle associazioni di categoria \u00e8 affidato a<strong>\u00a0Mario Pedrazzini<\/strong>. La sua business unit rappresenta di fatto la storia di tutto il Gruppo, nato proprio dalla pionieristica esperienza tecnologica di Domenico Zucchetti nel suo studio di commercialista. \u00abL\u2019IT applicata alle esigenze di questa disciplina \u2013 spiega Pedrazzini \u2013 ha vissuto una prima fase crepuscolare focalizzata sull\u2019adempimento fiscale, passando da una gestione manuale a una informatizzata al servizio dell\u2019automazione e della ricerca di una maggiore produttivit\u00e0 sui servizi contabili e fiscali. C\u2019\u00e8 stato poi il periodo intermedio in cui le soluzioni software andavano a toccare la gestione organizzativa interna dello studio professionale, rispondendo all\u2019esigenza di pianificazione delle attivit\u00e0, di controllo della fatturazione delle prestazioni e delle relative marginalit\u00e0\u00bb. E adesso? \u00abOggi, la ricerca dell\u2019efficienza non riguarda pi\u00f9 solo il \u201cmondo\u201d interno dello studio, ma la relazione, tutta esterna, sempre pi\u00f9 strategica tra lo studio, il centro servizi e l\u2019universo delle imprese, molto spesso costituite da quel 98% di imprenditorialit\u00e0 fatto di aziende con meno di 20 addetti, che grazie al web possono instaurare un rapporto molto pi\u00f9 collaborativo con il professionista\u00bb. Come Mini, anche Pedrazzini rileva come la strategia Infinity, con il suo nativo orientamento al cloud, sia stata pensata proprio in quest\u2019ottica. \u00abEsistono gi\u00e0 alcuni precisi fattori di cambiamento che delineano un chiaro trend e che potremmo riconoscere sotto il nome di \u201cconvergenza digitale\u201d: il nuovo scenario configura un aumento di attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 automatizzate, a scapito di quelle manuali di inserimento dati. Assistiamo anche a uno spostamento del livello di competenza: gli operatori degli studi tenderanno a concentrarsi su attivit\u00e0 pi\u00f9 a valore come bilanci e consulenza e meno su attivit\u00e0 di routine come le contabilit\u00e0. Basta pensare solo all\u2019aspetto della dematerializzazione documentale, ai nuovi sviluppi come la fattura elettronica verso la PA, ma prossimamente anche tra aziende private o la stessa trasmissione telematica dei corrispettivi. Una problematica che pu\u00f2 essere facilmente risolta mediante una pi\u00f9 profonda integrazione di processo tra lo studio e l\u2019impresa e la piena condivisione nella rete degli strumenti gestionali\u00bb.<\/p>\n<div><strong>Un mondo nuovo<\/strong><\/div>\n<p>Le nuove soluzioni Zucchetti per gli studi professionali basate sulla tecnologia Infinity, sottolinea Pedrazzini, gettano un ponte tra il professionista e i suoi clienti, i quali possono accedere ai propri documenti in tutta sicurezza mediante un sistema di pubblicazione via web loro dedicato. Si tratta di un ulteriore livello di servizio fatto di \u201cmicrostrumenti\u201d applicativi B2B, che offre all\u2019azienda \u2013 per esempio \u2013 l\u2019opportunit\u00e0 di gestire direttamente su web il ciclo di fatturazione attiva, la prima nota, gli incassi\/pagamenti, una sorta di dematerializzazione della relazione tra l\u2019impresa da un lato e il suo mercato dall\u2019altro, unitamente allo studio professionale e all\u2019amministrazione finanziaria. \u00abOvviamente, ci sono ripercussioni anche sul lavoro dello studio, che diventa sempre pi\u00f9 un \u201chub\u201d capace di intercettare i flussi di file gi\u00e0 strutturati e normalizzati. Il grosso del lavoro di input e registrazione \u00e8 gi\u00e0 fatto e lo studio si focalizza sugli aspetti fiscali, esaltando il suo ruolo di consulente d\u2019impresa\u00bb. Per Zucchetti \u00e8 essenziale presidiare tecnologicamente il fenomeno, che porter\u00e0 al rinnovamento delle piattaforme software e informative dei centri servizi, sfruttando soluzioni integralmente basate sul web e sul cloud, che rendono possibili anche nuovi modelli aggregativi tra studi specializzati in attivit\u00e0 consulenziali diverse. \u00abZucchetti vede nel web un mondo nuovo, la vera piattaforma di interazione tra il professionista e i suoi clienti, lo strumento per migliorare e organizzare l\u2019operativit\u00e0 dello studio professionale, ma anche l\u2019infrastruttura portante su cui offrire nuovi servizi alle imprese e fidelizzarne il rapporto. Ieri, a livello informatico, lo studio era il confine del mondo del professionista, oggi \u00e8 un punto in un universo in continua espansione proprio per la velocit\u00e0 e la pervasivit\u00e0 della rete. Con Ago Infinity stiamo anticipando questa realt\u00e0 e stiamo accompagnando i professionisti in questo processo di evoluzione delle loro organizzazioni\u00bb.<\/p>\n<div>Non solo. Pedrazzini annuncia un\u2019importante novit\u00e0 rivolta in particolare alle associazioni di categoria, definite come il fronte, in questo momento, pi\u00f9 sensibile della esigenza di trasformazione, anche in chiave tecnologica, delle modalit\u00e0 di erogazione dei servizi ai clienti associati. \u00abSi tratta di realt\u00e0 ancora pi\u00f9 articolate rispetto agli studi, che spesso racchiudono in s\u00e9 pi\u00f9 vocazioni: si va dalla consulenza in materia di ambiente e sicurezza del lavoro, sino all\u2019assistenza sul tema del credito all\u2019impresa, all\u2019attivit\u00e0 di formazione, alla rappresentanza sindacale e di categoria, alle quali si aggiunge naturalmente la parte di elaborazione dati contabili, fiscali e di amministrazione del personale. Sono a tutti gli effetti aziende che hanno necessit\u00e0 di contabilit\u00e0 analitica, con funzioni avanzate di controllo di gestione, di gestione del budget e del cash-flow, nonch\u00e9 di business intelligence per capire quali aree di servizio o unit\u00e0 operative sono pi\u00f9 profittevoli o presentano ulteriori margini di crescita. A loro, abbiamo destinato una soluzione integrata che offre funzioni ERP e CRM, di gestione della fatturazione delle quote associative, mantenendo un forte collegamento con l\u2019area dei servizi contabili e di amministrazione del personale. In pratica, abbiamo integrato\u00a0<strong>Ago Infinity<\/strong>, il prodotto per gli studi professionali, e<strong>\u00a0HR Infinity<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Ad Hoc Infinity<\/strong>, il nostro ambiente ERP, aprendo la strada a modelli di gestione, organizzazione e controllo diversi che si riflettono sia all\u2019interno dei grandi centri servizi sia all\u2019esterno, nella loro relazione con la clientela\u00bb.<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Gregorio Piccoli - responsabile tecnologie di sviluppo\" src=\"http:\/\/www.datamanager.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gregorio-piccoli_zucchetti.jpg\" width=\"600\" height=\"814\" title=\"\"><\/p>\n<p>Nessuno di questi modelli di integrazione e condivisione sarebbe possibile senza le strategie tecnologiche governate dal\u00a0<b>CTO<\/b>\u00a0<strong>di Zucchetti<\/strong>,\u00a0<strong>Gregorio Piccoli<\/strong>. \u00abDal confronto con i nostri utenti, emerge questo formidabile spostamento verso il cloud\u00bb \u2013 osserva Piccoli. \u00abNon era un trend cos\u00ec scontato quando Zucchetti ha accettato la sfida del cambiamento, ma la nostra scelta e la fedelt\u00e0 ai nuovi paradigmi open ci hanno dato pienamente ragione. Dopo l\u2019ondata dei tablet e la diversificazione dei device, essere cos\u00ec schierati dalla parte degli standard del web ci ha premiati\u00bb. La sfida di Infinity proseguir\u00e0, secondo Piccoli, lungo due assi principali. \u00abUno orientato al governo del fenomeno Big Data, l\u2019altro sul versante, della crescente mobilit\u00e0 dei dispositivi e della necessit\u00e0 di semplificazione delle interfacce, che devono diventare sempre pi\u00f9 smart, capaci di adattarsi automaticamente alle funzionalit\u00e0 e ai contenuti\u00bb.<\/p>\n<h3>Un futuro mobile e semplice<\/h3>\n<p>\u00abSul piano della business intelligence, abbiamo sempre pensato che il potenziale di crescita sarebbe stato enorme, proprio in chiave Big Data\u00bb \u2013 dice Gregorio Piccoli. Ma Big Data \u00e8 un fenomeno che richiede un\u2019enorme capacit\u00e0 di analisi, perch\u00e9 i dati non sono quelli generati dalle applicazioni stesse, ma le informazioni vengono dall\u2019esterno, dai log, dalle attivit\u00e0 di CRM, dalle interazioni social, dalla Internet of Things (IoT). E sono dati difficili da strutturare, per i quali conta moltissimo la qualit\u00e0 e la veridicit\u00e0\u00bb. Zucchetti punter\u00e0 sempre di pi\u00f9 su questa capacit\u00e0 di analisi e correlazione, anche nello spazio gestionale pi\u00f9 familiare al Gruppo. \u00abNon saremo mai specialisti di soluzioni di BI \u2013 ammette in conclusione il CTO di Zucchetti \u2013 ma saremo sempre pi\u00f9 orientati a integrare nei nostri prodotti strumenti di analisi semplificati, automatici, tool di reportistica avanzati in grado di dare valore alla miriade di dati importanti che passano attraverso i nostri prodotti\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre i responsabili delle divisioni e il Cto parlano della Zucchetti nota a tante migliaia di clienti, le dinamiche di Gruppo mettono le basi per la Zucchetti del futuro, quella della diversificazione, dell\u2019apertura di nuove frontiere. \u00abUna delle nostre missioni \u2013 afferma Alessandro Zucchetti \u2013 consiste nell\u2019identificare le novit\u00e0 tecnologiche, filtrarle e portare ai nostri clienti solo le cose pi\u00f9 utili, per creare valore\u00bb. Ed ecco la Zucchetti, che dopo aver esplorato i domini dell\u2019automazione e della robotica industriale e domestica, entra ancora una volta da pioniere nel mondo dell\u2019Internet of Things. <span style=\"color: #ff0000\">Risale al dicembre scorso, l\u2019acquisizione di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/macnil.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #ff0000\">Macnil<\/span><\/a><\/strong>, un\u2019azienda pugliese (70 dipendenti) che da quindici anni produce straordinarie applicazioni di messaggistica, logistica, telecontrollo satellitare, telemedicina, mobile office<\/span>. Ricordiamo anche che nel 2014, \u00e8 entrato nel gruppo Zucchetti un system integrator innovativo come\u00a0<strong>Longwave<\/strong>, societ\u00e0 emiliana con forte specializzazione infrastrutturale e applicativa in ambiti come la unified communication e collaboration, l\u2019ottimizzazione di reti, la sicurezza informatica \u2013 mentre nel 2013 \u2013 c\u2019era stato l\u2019ingresso dello specialista di CRM,\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.pat.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pat<\/a><\/strong>. \u00abAi fornitori di tecnologia si pu\u00f2 anche perdonare qualche promessa di troppo\u00bb \u2013 conclude Alessandro Zucchetti. \u00abDa noi ci si aspetta, invece, molto di pi\u00f9. Non una semplice spesa in tecnologia, ma la realizzazione in modo mirato e personalizzato del futuro: oggi, a casa propria, con l\u2019assistenza di un partner di qualit\u00e0. A Zucchetti, clienti e partner affidano il proprio successo. Nell\u2019industria delle tecnologie software, l\u2019alfabeto comincia dalla Z, da oltre trentasette anni\u00bb.<\/p>\n<p><em>Foto di Gabriele Sandrini<\/em><\/p>\n<p><em>Fonte: <a title=\"Datamanager: Zucchetti avanti tutta\" href=\"http:\/\/www.datamanager.it\/2015\/06\/zucchetti-avanti-tutta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Datamanager<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1596,"template":"","class_list":["post-1932","rassegna-stampa","type-rassegna-stampa","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/1932","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa"}],"about":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rassegna-stampa"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rassegna-stampa\/1932\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1596"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}