{"id":3037,"date":"2016-02-08T00:00:00","date_gmt":"2016-02-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/macnil.it\/focuson\/good-digital-morning-1\/"},"modified":"2024-03-26T14:15:24","modified_gmt":"2024-03-26T13:15:24","slug":"good-digital-morning-1","status":"publish","type":"focuson","link":"https:\/\/macnil.it\/en\/focuson\/good-digital-morning-1\/","title":{"rendered":"Good Digital Morning #1"},"content":{"rendered":"<h2>\u00c8 tempo di \u201cIntelligent Automation\u201d. Il fattore umano guida la svolta digitale, da una ricerca Accenture<\/h2>\n<p><i>Il fattore umano al centro dei processi di innovazione<\/i>. \u00c8\u00a0stato presentato a Milano la scorsa settimana lo studio \u201cPeople First\u201d di\u00a0<b>Accenture<\/b>, la nota societ\u00e0 di consulenza e servizi IT, che valuta una forte \u201caccelerazione allo sviluppo\u201d della rivoluzione digitale nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Da oggi al 2020 il digitale dar\u00e0 una spinta al Pil italiano nell\u2019ordine del 4% contro il 2% di USA e Gran Bretagna. Tra i trend emergenti analizzati da Accenture, un utilizzo esteso di machine learning e soluzioni di intelligenza artificiale integrate.<\/p>\n<p>Altro trend \u00e8 la Platform economy, a indicare il rilievo che le piattaforme tecnologiche possono assumere ai fini della crescita. \u00abNon \u00e8 un caso se giganti del Web come Google e Apple, ma anche aziende giovani come Uber stanno estendendo progressivamente la loro sfera d\u2019azione verso business diversi rispetto a quelli originari, proprio facendo leva sulla forza della loro piattaforma\u00bb, ha commentato\u00a0<b>Alessandro Marin<\/b>, manager di Accenture.\u00a0 Secondo lo studio \u201cPeople First\u201d nel giro di tre anni i modelli di business sviluppati su piattaforma e su di essa basati saranno quelli a maggior potenziale di crescita della propria azienda.<\/p>\n<p>Altro trend importante, secondo i professionisti e manager intervistati da Accenture, \u00e8 la\u00a0<b>Digital Trust<\/b>, ovvero la fiducia intesa in senso lato, cio\u00e8 la reputazione sul web considerata una pietra angolare dell\u2019economia digitale. Considerando infatti la diffusione capillare di Internet e dei Social Network, si pu\u00f2 oggi veicolare una massa enorme di informazioni in tempi cos\u00ec immediati da modificare rapidamente la reputazione delle aziende presso i consumatori.<\/p>\n<h2>ITALY MEETS THE US: come rendere il nostro Paese pi\u00f9 \u201cattrattivo\u201d e invertire la fuga di cervelli<\/h2>\n<p>Gli interventi normativi e le riforme strutturali avviate negli ultimi anni hanno contribuito a rendere il nostro Paese pi\u00f9 attrattivo. Tuttavia le PMI hanno un valore ancora inespresso. Per farlo emergere \u00e8 importante la collaborazione con imprese straniere, in modo da generare valore per\u00a0 gli investitori e il Sistema Paese. Per promuovere la realt\u00e0 imprenditoriale italiana in America, dove i nostri ricercatori sono molto apprezzati, nel 2011 \u00e8 nata l\u2019Italian Business &amp; Investement Initiative, una piattaforma dove startup e piccole medie imprese italiane possono incontrare investitori americani. L\u2019ideatore del progetto, Fernando Napolitano, nell\u2019intervista pubblicata oggi su Affari &amp; Finanza, ha detto: \u201c<i>Bisogna disinnescare quel meccanismo che ci vede come un Paese con delle grandi idee in ambito scientifico tecnologico, che magari riescono a diventare imprese qui, ma poi per diventare grandi devono andar via<\/i>\u201d. Scopo del progetto \u00e8 dunque quello di invertire la \u201cfuga dei cervelli\u201d e per questo il prossimo 23 febbraio a New York al Forum \u201cItaly Meets The US\u201d, l\u2019obiettivo sar\u00e0 quello di migliorare il posizionamento delle imprese italiane oltreoceano, e illustrare gli interventi normativi e le riforme che hanno contribuito a rendere il nostro Paese pi\u00f9 attrattivo, considerando che quest\u2019anno sono stati stanziati 10 miliardi nell\u2019Agenda digitale per investimenti in banda larga, infrastrutture e smart city.<\/p>\n<h2>GLI INFLUENCER DELLA SETTIMANA: Federico Golla, A.D. Siemens Italia<b><br \/>\n<\/b><\/h2>\n<p>Tra gli attori principali della\u00a0<b>Digital revolution<\/b>\u00a0c\u2019\u00e8 senz\u2019altro\u00a0<b>Siemens<\/b>, gruppo tedesco che in Italia ha chiuso in crescita del 2% con un fatturato di 1,773 miliardi. L\u2019ad di Siemens Italia<b>, Federico Golla<\/b>, a\u00a0<i>Corriere<\/i>\u00a0<i>Economia<\/i>\u00a0ha spiegato: \u201cAbbiamo iniziato a conoscere l\u2019information technology quando questa era soprattutto il mondo dell\u2019hardware, computer fisici, tastiere, stampanti. Oggi siamo immersi nel mondo virtuale, dove conta l\u2019intelligenza contenuta, non il design del contenente. Sono i big data oggi ad essere determinanti, quella enorme quantit\u00e0 di informazioni che i moderni calcolatori sono in grado di trattare\u201d. L\u2019ad di Siemens osserva infine: \u201c<b>L\u2019IT pu\u00f2 rivelarsi una carta importantissima per la modernizzazione e l\u2019integrazione dei porti italiani,<\/b>\u00a0agendo dalle gru alle dogane, fino all\u2019elettrificazione delle banchine\u201d.<\/p>\n<h2>Verso la Fabbrica virtuale, ovvero Internet applicato alla manifattura<\/h2>\n<p>Secondo una ricerca condotta dall\u2019<b>Osservatorio Smart Manufacturing del Politecnico di Milano<\/b>, anche la competitivit\u00e0 della manifattura italiana passa dal digitale: dalla virtualizzazione dei processi progettuali e produttivi, Internet delle Cose, i big data e il cloud computing alle nuove forme di automatizzazione diffusa come i\u00a0<b>co-bot<\/b>, robot collaborativi piccoli e low-cost che lavorano al fianco di operai e tecnici. Alcuni esempi in Italia sono la ICAM, produttrice di cioccolato che utilizza ai fini di marketing e riduzione costi l\u2019analisi delle informazioni (big data). O Diageo (alcolici) o Leither (funivie) che utilizzano il cloud manufacturing per aumentare la flessibilit\u00e0 operativa.<\/p>\n<h2><b><\/b>La Repubblica del Selfie: i giovani sul cellulare 13 ore al giorno per 8 autoscatti<\/h2>\n<p>Secondo una ricerca condotta a fine gennaio 2016 dall\u2019Osservatorio nazionale tendenze e comportamenti degli adolescenti, i giovani della\u00a0<i>generazione digitale<\/i>\u00a0\u2013 adolescenti tra i 13 e 19 anni &#8211; trascorre su smartphone e tablet\u00a0<b>dalle sette alle 13 ore<\/b>\u00a0al giorno. Il 71,5% dichiara di farne uso anche durante l\u2019orario scolastico e il 12% degli intervistati si sveglia durante la notte per dare un\u2019occhiata veloce ai messaggi in arrivo. Ma il fenomeno emergente riguarda i Selfie: gli adolescenti ne scattano da 3 a 8 al giorno, e uno su dieci dichiara di farne in \u201csituazioni pericolose\u201d per ottenere maggiori like sui social. Talvolta si ravvisa la violazione della privacy nel caso di selfie intimi, magari pubblicati da amici ad insaputa dell\u2019interessato\/a.\u00a0 Sarebbe opportuno spiegare loro che quando cercheranno lavoro, i responsabili delle risorse umane, prima dei colloqui faranno ricerche per vedere il loro profilo e che cosa hanno fatto. E il web ha la memoria lunga.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":3005,"template":"","argomenti":[29],"class_list":["post-3037","focuson","type-focuson","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","argomenti-good-digital-morning"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/focuson\/3037","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/focuson"}],"about":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/focuson"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"argomenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/macnil.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/argomenti?post=3037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}